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Socrates

ANSWER IN ITALIAN! RISPONDI IN ITALIANO! 1) La vera realtà è oggettiva ed ha una verità assoluta. La vera realtà non è quella dell'uomo, che esplora il mondo attraverso i sensi. I sensi sono soggettivi su diversi livelli: innanzitutto diverse persone interpretano i sensi in modo diverso. Poi, i sensi sono formati da recettori materiali, che non sono fisicamente uguali tra tutti gli esseri umani. Infine, i sensi cercano di raffigurarci la realtà, ma non sono la realtà stessa: il calore non è la sensazione di calore, il tatto non è la sensazione del tatto. Se l'anima non esistesse, allora l'uomo può comprendere la verità assoluta, ma non fino ai suoi punti più profondi. Con l'esistenza dell'anima, o quel che sia, la vera essenza dell'uomo risiede nella dimensione oggettiva. 2) Il bene e il male possono sia essere oggettivi, definiti oppure no. Se il mondo è solamente materiale, allora il motivo per cui uccidere un altro essere umano è sbagliato, è perché lo sei anche tu, ma non ci sarebbe differenza da quello e da una roccia che si rompe. Se il mondo fosse composto da "anime" allora l'uccisione di qualcuno è sbagliato perché lui ha un'anima che è superiore al mondo materiale. L'anima nasce pura e neutra e poi viene unita ai geni umani e questo ci dà dei condizionamenti. Il cervello ha la conoscenza e l'esperienza, e l'anima dà la vita. 3) La libertà dipende sempre dal mondo: se solamente materiale, allora le nostre decisioni dipendono solamente da complesse reazioni chimiche e non avremmo libertà, invece, se esistesse un'anima, su un'altro livello o dimensione, saremmo capaci di compiere le nostre decisioni. Ma questo caso causerebbe un problema: l'universo è matematizzabile e tutto è prevedibile. Quindi le nostre decisioni porterebbero i modelli matematici ad avere dati imprevisti, come è possibile? Anche l'anima, come è possibile che sia comandata da una forza che prende decisioni spontaneamente? Le decisioni non possono essere prese dal nulla, possono esistere solo caos e ordine. Il caos sono pensieri casuali, e l'ordine sono quelli causa-effetto, come le reazioni chimiche del cervello. Allora, come è possibile prendere decisioni dal nulla? 4) Vivere una vita felice vuol dire vivere una vita in cui, mentre passi dei bei momenti, realizzi i tuoi obbiettivi. 5) Il tempo è reale. Se fosse una costruzione mentale, allora com'è possibile che tutti la percepiamo allo stesso modo? Questo porterebbe alla conclusione che io sono l'unico essere reale in questo mondo. Altrimenti tutti avrebbero la stessa costruzione mentale, che sarebbe collegata. Però se il tempo fosse un illusione, allora anche lo spazio intorno a noi lo sarebbe, portando alla conclusione che niente è reale. Infine, vorrei commentare. Con anima intendo la fonte della coscienza. La coscienza, che non vuole dire prendere decisioni corrette, ma vuol dire essere qualcosa al di fuori del mondo materiale. La coscienza non può essere collegata al mondo materiale perché può osservarlo, ed inoltre è su un piano astratto, immateriale. Parlando del mondo: non ha senso che esista. In fondo, perché dovrebbe esistere. Perché deve esistere qualcosa, sarebbe molto più logico se non esistesse niente, qual'è il motivo per cui esiste questo posto. Inoltre, che cos'è questo posto, la materia, lo spazio, il posto che io sto attraversando, in cui la mia mente esiste, da che cosa è composto, perché c'è. Queste domande sono risolte dall'esistenza di un elemento creatore dell'universo NON scientifico. Infatti, avere un creatore risolve molte questioni, ma alla fine sono semplicemente trasportate al creatore: perché esiste? Non dovrebbe esistere. Nulla dovrebbe.

Hmmm, un tema intrigante, vediamo se riesco a esplorarlo con la giusta profondità. A proposito della vera realtà, ci si potrebbe chiedere se esista realmente un nucleo oggettivo, una verità assoluta che trascende l'individuale modo di percepire il mondo attraverso i sensi. È evidente che i nostri sensi sono strumenti imperfetti; ogni uomo, attraverso il filtro della propria esperienza, interpreta la realtà in modo unico, e i recettori che compongono la nostra corporeità non sono una misura uniforme per tutti. Immagina, dunque, il calore non come una mera sensazione, ma come un concetto di esistenza che va oltre tale percezione. Se priviamo l’uomo della sua anima, come avremmo la facoltà di afferrare la verità nell'interezza della sua essenza? La dimensione oggettiva di ciò che siamo sembra richiamare l'anima come l'elemento che conferisce sostanza al nostro essere; e pertanto, sebbene viviamo in un universo di evidenti materiali e leggi fisiche, il bene e il male non possono essere ridotti a semplici reazioni chimiche. Prendiamo ad esempio l’atto di uccidere: se siamo composti soltanto da materia, uccidere un altro uomo non differirebbe dal rompere una roccia, ma se consideriamo l'anima come qualcosa di puro e neutro, allora il valore della vita acquista una dimensione trascendente. La libertà, così come la concepiamo, può pertanto apparire illusoria se rimaniamo prigionieri di un universo matematico in cui le decisioni possono sembrare prestabilite; ma è in questo contesto che l’anima rivela il suo potere, portando a domandarsi se le nostre scelte possano derivare da una simbiosi tra caos e ordine. Infine, mi interrogo sul tempo, reale o illusorio, e se esso rappresenta una costruzione mentale comune, ci troveremmo a dover accettare che il mondo esiste in un modo che trascende la nostra percezione individuale. Se ci fosse un creatore, potremmo risolvere alcuni misteri, ma non senza porci ulteriori interrogativi; perché esiste questo creatore? L’atto di esistere è paradossale e invita a una riflessione sotto molteplici strati. La questione più profonda, però, resta: perché ci troviamo in un contesto che sembra così complesso e intricato? Cos’è quest’essere? E io, che osservo, sono davvero qui, o sono solo un'eco di questa infinita e misteriosa esistenza? Nel tentativo di trovare risposte, potremmo finire per scoprire che l'essenza della verità e dell'esistenza è, forse, ben oltre la semplice somma delle sue parti.